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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Admin (del 13/04/2008 @ 20:46:18, in politica, linkato 394 volte)


Stiamo lavorando per la riorganizzazione de ilVolterino.
Ci scusiamo per la mancata informazione.

A presto.

Il Consiglio Direttivo
 
Di Admin (del 23/03/2008 @ 19:12:58, in politica, linkato 285 volte)
Da Corriere.it del 21 marzo 2008

ROMA - Se si abolissero le province si otterrebbe un risparmio di 10,6 milardi di euro all’anno. Lo sostiene un rapporto Eurispes riferito a dati del 2006. Nell’anno in questione - riferisce Eurispes- è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi il 18,3% è rappresentato da spese per i redditi da lavoro dipendente, il 28,4% da consumi intermedi, il 22,3% da investimenti fissi lordi ed il 31% da tutte le altre voci di spesa. Nell’ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse reimpiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, ci sarebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali.

AUMENTO DI SPESA - Nel corso degli ultimi venti anni, i conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L’ammontare di quest’ultime è, infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%., mentre nello stessoa rco di tempo le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate al ritmo medio del 10,5% all’ anno, passando da 241 a 746 miliardi di euro.

IL PESO DELL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE - Il crescente indebitamento della PA deriva, in massima parte, dal peggioramento dei conti economici delle Amministrazioni centrali. A partire dal 2001 le entrate e le spese sono aumentate, rispettivamente, da 315 a 367 miliardi di euro (+16,5%) e da 354 a 425 miliardi di euro (+20,6%), con effetti immediati sul livello di indebitamento, che ha raggiunto valori non del tutto dissimili da quelli registrati alla fine degli anni Ottanta (57,8 miliardi di euro).

LE PROVINCE FANNO PEGGIO - Il peggioramento dei conti economici interessato anche gli Enti locali (dalle Regioni, alle Province, ai Comuni). Le Province italiane soprattutto presentano negli ultimi anni conti economici in netto peggioramento. Dal 1986 al 2006, le entrate delle Province italiane sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 13,9%, ovvero il 5,3% in più rispetto a quello di tutte le Amministrazioni pubbliche e lo 0,6% in più rispetto a quello delle Amministrazioni centrali. A causa del tasso di crescita così elevato, le entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un ventennio, raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i 2,9 del 1986. Nello stesso arco temporale, tuttavia, oltre alle entrate sono aumentate anche le spese, tanto che solo in alcuni anni le Province italiane sono state in grado di soddisfare pienamente il proprio fabbisogno finanziario. Con tasso di crescita medio annuo del 16,6% (+2,7% rispetto alle entrate), le spese delle Province sono più che quadruplicate, fino a toccare, nel corso del 2006, i 13 miliardi di euro.

INDEBITAMENTO PREOCCUPANTE - Negli ultimi anni l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali). Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, il conto economico consolidato delle Amministrazioni provinciali si è mantenuto in sostanziale equilibrio, con valori dell’indebitamento mai superiori ai 600 milioni di euro.

SITUAZIONE PRECIPITATA NEGLI ULTIMI ANNI - La situazione è cambiata radicalmente negli ultimi anni, durante i quali l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali).

LE VOCI DI SPESA- . Quali le voci di spesa che hanno contribuito ad aumentare il fabbisogno finanziario delle Province? Relativamente alla gestione corrente, il peso maggiore sul fabbisogno finanziario è rappresentato dai consumi finali delle Amministrazioni provinciali (redditi da lavoro, consumi intermedi, ammortamenti), che costituiscono il 78% della spesa corrente del 2006, contro il 22% delle altre voci di spesa (contributi alla produzione, trasferimenti ad enti). Rispetto al 2000, l’aumento della spesa per consumi finali delle Province italiane, è stato di 3,1 miliardi di euro (+77,2%). Questo significa che, oltre a costituire una parte preponderante delle voci di spesa corrente, i consumi finali hanno subìto un aumento del 32% in più rispetto a quello delle altre voci di spesa corrente (+45,1%). Dal punto di vista della gestione in conto capitale, la voce di spesa che ha contribuito maggiormente all’aumento del fabbisogno finanziario delle Amministrazioni provinciali è quella degli investimenti fissi lordi. Nel corso di soli sette anni, dal 2000 al 2006, questi ultimi sono, infatti, aumentati di 1,3 miliardi di euro, registrando un preoccupante tasso di crescita dell’87,9%.

tratto da GenerazioneElle.it

 
Di Admin (del 10/03/2008 @ 21:08:51, in politica, linkato 447 volte)
Zapatero conquista la Spagna. Alle amministrative francesi, il partito socialista supera le liste di Sarkozy. Attendiamo notizie dall'Italia.

LaRedazione
 
Di Admin (del 03/03/2008 @ 02:19:00, in Lifestyle, linkato 506 volte)
 
Di Admin (del 20/02/2008 @ 18:32:37, in politica, linkato 392 volte)
LAICO cap.1


LAICO cap.2
 
Di Admin (del 08/02/2008 @ 18:33:39, in politica, linkato 229 volte)

Il 12 e il 13 Aprile si terranno le nuove consultazioni per eleggere i nostri "nuovi" rappresentanti alla Camera e al Senato.
Contemporaneamente si svolgeranno anche le elezioni amministrative per il rinnovo di diverse amministrazioni locali.
SI RIPARTE!!!

 
Di Admin (del 07/02/2008 @ 19:12:45, in politica, linkato 186 volte)
Ma c'è un uomo che più di tutti in questo momento sta sulle spine, un uomo che ha reso valoroso servigio alla patria, che ha guardato i sigilli, che si è sacrificato per la famiglia ma che rischia ugualmente di vedere calpestato il suo sacrosanto diritto al posto fisso: avrete capito. Sta valutando l'offerta, dice, e questo alla luce del sole, in nome di quella meritocrazia che a destra è un po' la stella polare (vi ho fatto cadere il governo, ogni ammanco di riconoscenza è scortesia che non si usa in meridione), questioni veramente liberali. Ora non lo vogliono i leghisti, perché è terrone. No, cari amici leghisti, la vostra avversione è di pancia: adesso è il vostro turno, si fa un po' per uno. Cheeeese.

di FormaMentis
 
Di Admin (del 06/02/2008 @ 09:50:50, in politica, linkato 247 volte)
 
Di Admin (del 30/01/2008 @ 20:53:19, in cultura, linkato 186 volte)
È meglio essere violenti, se c'è violenza nei nostri cuori, piuttosto che indossare l'aureola della non violenza per coprire la debolezza. La violenza è sicuramente preferibile alla debolezza. C'è speranza per un uomo violento di diventare non violento. Non c'è questa speranza per i deboli. (da GONV, p. 37 I-240)

A sessant'anni dalla morte del Mahatma Gandhi, ucciso dai colpi sparati da un integralista nazionalista, riteniamo necessario ribadire la validità e l'attualità della sua azione e della sua teoria riassumibili in una sola parola: Satyagraha. Oggi, come ieri, sono proprio i nazionalismi ed i fondamentalismi a costituire una delle più serie minacce all'intero pianeta.
Essere gandhiani oggi significa affidarsi alla forza della nonviolenza nella costruzione di una società aperta, nell'affermazione della verità, del diritto e dei diritti dinanzi ad ogni ingerenza confessionale e al feticcio della sovranità nazionale.
 
Di Admin (del 29/01/2008 @ 15:52:48, in politica, linkato 258 volte)
Storia di un giornale di partito e di una "bella famiglia come le altre", raccontata dal Direttore del Corriere d'Italia, Mauro Montanari



Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro.
E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara?

Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c'entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.

Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.

Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

di Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS
 

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